Ognuno vola come può. Ognuno vola come crede sia giusto. Io ho preso una strada difficile. Ma che non ho alcuna voglia di cambiare. E volo alto. Per pochi giorni al mese. Ma volo alto. E dall’alto guardo i compagni che mi hanno accompagnato. E sorrido. Perché se sono lì in alto, e grazie a loro. E l’unica cosa che vorrei, è vederli librare come me. Al mio fianco o per cieli diversi. L’importante è vederli sorridere, con il vento tra i capelli. Uno è già lontano. Vola ormai da parecchi mesi. Ma so che è felice. L’unico rimpianto è che a volte non riesco ad esprimergli la mia stima e il mio orgoglio nel poter dire di essere amico di un uccello di tale bellezza e fierezza. E questo succede un pò con tutti. Ma tutti i miei compagni sono dentro di me. Parti di me che non dimentico. Mentre l’albatro vola su cieli stranieri, continuo a dividere il mio tempo con un piccione viaggiatore che vorrebbe essere qualcosa di diverso, ma che non capisce quanto sia fondamentale nello stormo, e soprattutto quanto sia amato, anche per colpa nostra, un pavone vanitoso, molte volte troppo impegnato a lisciarsi le piume, però sempre sorridente, un pappagallo fissato con il fisico e un pò chiacchierone, ma fedele ed importante, un picchio matto, costantemente intento a creare e a trovare nuovi modi per dare sfogo alla sua mente iperattiva, e ad un gufo sbadigliante, che prende vita la notte, con una saggezza che spesso mi ha tirato fuori dai guai. Con loro ho percorso la mia strada fino a qui, e se adesso sto cambiando direzione, non è per colpa loro. Ho scelto la mia strada e sto cercando di percorrerla. Una tenera pettirossa mi accompagna. Non sono solo. Rimane un pò di malinconia pensando ai miei compagni. Sempre presenti. Se riesco a librarmi in aria e anche e soprattutto grazie a loro. Grazie ragazzi.
A Fabio, Alessio, Carmine, Riccardo, Andrea e Simone








